Superman è un atto di resistenza…

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La gentilezza è mai stata di moda?

Osservando i cambiamenti avvenuti nella società negli ultimi anni verrebbe da rispondere in maniera negativa. Ma James Gunn prova a riportare questo modo di essere in auge con la nuova incarnazione di Superman, portata sul grande schermo in questa estate 2025. Vediamo come!

Conosciamo tutti, chi più chi meno, la figura del kryptoniano: Superman è un alieno mandato sulla Terra quando il suo mondo venne distrutto. La navicella con la quale il neonato viaggiava si schianta in Kansas, Stati Uniti, nella fattoria dei Kent. E saranno proprio i Kent a crescerlo come se fosse figlio loro. Kal-El, o Clark, viene cresciuto con dei sani principi, dei valori profondi e con l’obiettivo costante di fare la cosa giusta per aiutare il prossimo.

Copertina GQ

È una figura, quella di Superman, un po’ atipica nella società odierna perché ormai, anche con i supereroi (a parte alcune eccezioni), siamo abituati a persone più spigolose, sfaccettate se vogliamo, persone che la gentilezza hanno dimenticato cosa sia. Diciamolo: siamo abituati a supereroi ritratti in maniera più realistica dal punto di vista caratteriale.

Ed è qui che entra in gioco il discorso imbastito da Gunn nel film:

la gentilezza è il nuovo punk-rock.

Qui Superman abbandona i panni dell’ombroso eroe descritto da Zack Snyder nel suo Man of Steel e torna a essere ciò che è nella sua controparte cartacea, ovvero un alieno più umano degli esseri umani stessi. Lo vediamo in azione, a combattere contro le minacce che si avventano su Metropolis, preoccupandosi non solo delle persone ma anche degli animali: significativa qui la scena in cui riesce a salvare uno scoiattolo. O anche semplicemente il rapporto che ha con la gente comune, a cui non nega mai una parola di conforto o una gentilezza.

Il Superman di James Gunn quindi vuole parlare al suo pubblico, ma anche alla società in generale, dicendoci: tirate fuori il meglio di voi stessi, trattate gli altri come voi volete essere trattati. Il mondo può essere un mondo migliore.
Ed è uno dei motivi per cui noi di Alare di Luana Cotena abbiamo deciso di parlare di questa versione dell’Uomo d’Acciaio, perché crediamo in questi valori e in questo modo di vedere l’umanità.

non solo a Metropolis

primo capoverso – comicuniverse

Ma il mondo non è tutto rosa e fiori, lo sappiamo tutti. Lo sa anche Gunn, quando inserisce una sottile, ma potente, critica all’imperialismo statunitense e un’ancor più evidente critica ai conflitti tutt’ora in atto in giro per il mondo. Palese è il riferimento a ciò che sta succedendo in Palestina.

Nel film abbiamo due nazioni: una tecnologicamente avanzata, l’altra confinante più povera e di chiara ascendenza araba. La prima vuole invadere la seconda, occuparla. Vi ricorda qualcosa?

Il riferimento a quanto sta accadendo a Gaza è palese, ma senza però entrare nel merito della questione politica, che meriterebbe uno spazio tutto suo, in questa parte della pellicola l’immagine più forte che Gunn riesce a dare è quella di un bambino che, inerme, fronteggia un esercito armato fino ai denti. E lo fa con in mano un semplice bastone, a cui è attaccato uno straccio a mo’ di bandiera: una bandiera con un simbolo di speranza. La stessa che nel film è incarnata da Superman e che, nella nostra realtà, può essere portata avanti dalla gente comune, dal popolo che, se unito in un’unica grande voce, potrebbe riuscire ad avere la meglio su politiche distruttive che hanno ormai superato il confine della disumanità. Perché questo è il nostro superpotere, forse persino più forte di quelli in possesso del kryptoniano.

Solo continuando a resistere, a parlarne, a informarci riguardo alla Palestina – e non solo – il mondo può conservare una speranza di cambiamento.

Articolo scritto da: Angelo Lubrano

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