Three’s a crowd – La libertà nell’erotismo.

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La libertà nell’erotismo.

Car3 Alareos3 , vi abbiamo già parlato della realtà di Attaccapanni Press e del loro ammirevole lavoro di supporto nei confronti di autor3 e artist3 emergenti (per conoscere la loro storia cliccate qui) 
E noi, che amiamo perderci nei meandri dell’arte e viviamo per sostenere e veder prosperare Anime e opere gremite di idee, sensazioni, colori, esperienze, parole dette e non dette, abbiamo voluto approfondire e conoscere nelle minuzie Melagrana volume 2 – che potrete leggere a brevissimo – intervistando due Artist3 ma soprattutto due Essenze pure, caratterizzate da tanta consapevolezza, energia, ma anche da abilità, delicatezza, eleganza e soprattutto Valori: Fabiola Marcomeni e Margherita Meini.

Melagrana volume 2, così come Melagrana volume 1, è un’antologia a fumetti che esplora e indaga il tema della sessualità senza pregiudizi attraverso più e diversi occhi, senza mai apporre etichette, affrontando la sessualità nelle sue infinite sfaccettature intrecciandole ad argomenti come l’asessualità o la sottomissione con una naturalezza commovente, poiché ci insegnano che:

tutto ciò fa parte di noi Esseri Umani, della nostra Essenza, e noi non dobbiamo reprimerlo o rilegare a tabù ma abbracciarlo senza giudicar(ci).

Questo è un concetto che noi, nella nostra realtà di Alare di Luana Cotena, abbiamo sempre fatto nostro, ma grazie a Fabiola e Margherita abbiamo avuto modo di approfondirlo.

Ciao ragazz3! Vi va di presentarvi, raccontandoci di com’è nata la vostra sinergia che vi ha portat3 poi a lavorare al progetto Melagrana 2.0 di Attaccapanni Press?

Margherita: Certo. Abbiamo entrambe frequentato l’accademia  TheSign- Comics and Arts Academy a Firenze in anni differenti. Io lavoravo a un progetto con un’altra persona e riscontrando dei problemi a portarlo avanti, cercavo un’altra disegnatrice. Tra le persone della nostra scuola ho visto Fabiola – che è bravissima. Ci siamo incontrate, confrontate e abbiamo deciso di collaborare. Il vecchio progetto non è andato in porto ma abbiamo iniziato un percorso in sinergia che ci ha portate poi a lavorare con Attaccapanni Press.
Il tema di quest’anno è l’erotismo e a noi piace il loro modo di lavorare delicato, senza censure ma allusivo.

Illustrazione a cura di Fabiola Marcomeni | Sceneggiatura a cura di Margherita Meini


Bene, avete citato il tema dell’erotismo che vi ha incitato a partecipare alla Call di Attaccapanni Press. Quindi, com’è nato il vostro Three’s a crowd?

Fabiola: Inizialmente eravamo partite da due proposte e Ariel e Laura, hanno scelto la storia meno definita per cui, eravamo quasi certe che avrebbero scelto l’altra proposta, ci siamo dovute “reinventare”, concentrandoci su Three’s a crowd ridefinendo la storia e gli schizzi. Forse all’inizio abbiamo riscontrato un po’ di difficoltà a mixarci perché io e Margherita abbiamo interessi e modi diversi nel raccontare: io magari ero un po’ restia a “lasciare spazio” perché non sono abituata a lasciar a qualcun altro la storia e, allo stesso tempo, immagino che Margherita abbia avuto difficoltà a inserirsi con qualcuno che disegna già o che comunque ha uno stile con cui non si è mai approcciata. Però alla fine abbiamo preso sempre più velocità, ci siamo capite andando avanti, costruendo la storia fino alla fine.

Margherita: Preferivamo strutturare qualcosa di semplice e dopo un nostro brainstorming abbiamo buttato giù una decina di idee ci interessava più che altro creare un’atmosfera, qualcosa che fosse unico dal punto di vista visivo dando importanza a questo aspetto. Insomma: il focus non era la storia.
Come ha detto Fabiola, abbiamo lavorato insieme per la prima volta , quindi abbiamo dovuto capire come procedere e credo che il punto di vista di Fabiola abbia arricchito la storia, perché voleva fare delle pagine “ariose”. Per cui abbiamo tolto alcune vignette e ci siamo accorte che la storia, visivamente, ne guadagnava.

Quindi, possiamo dire che avete riscontrato inizialmente delle difficoltà ma dalle stesse siete riuscit3 a trovare il modo di creare una storia ricca della vostra Unione. Inoltre, Margherita, cosa intendi con pagine “ariose”?

Illustrazione a cura di Fabiola Marcomeni | Sceneggiatura a cura di Margherita Meini

Margherita: Sostanzialmente le otto tavole che avevamo pensato ci stavano un po’ strette. Ecco perché abbiamo trovato degli stratagemmi per non mettere troppe vignette nella stessa pagina e non rischiare di avere un effetto claustrofobico sul lettore. Per cui: abbiamo la vignetta più importante su tutta la pagina mentre quelle più piccole dentro come degli inserti; così facendo non abbiamo tolto nulla al disegno ma siamo riuscite a guadagnare dello spazio senza appesantire il tutto.

Vi andrebbe di raccontarci la sua storia e la vostra concezione di corpo?

Margherita: In realtà la storia è molto semplice e racconta di una ragazza di nome Lia che mentre è in attesa di Milo, per un appuntamento, incontra per casualità Theo:un vecchio amico. I tre poi si ritroveranno a passare la serata insieme ma non sembra esserci molta simpatia tra i due ragazzi. E tra il desiderio e l’immaginazione…

– Be’ per scoprire l’oltre della trama, dovrete andare a leggere la storia acquistando Melagrana volume 2! Ma lintervista continua con le radici del progetto –

[…] Ciò che ci interessava era far ottenere a una importante porzione di lettori quello che desiderava, ovvero non una storia eteronormativa perché talvolta, per volontà o involontariamente, alcuni autori si trovano a fare Queerbaiting attirando con promesse che non vengono mantenute. Questo lede una fetta di pubblico ferendo principalmente la comunità LGBTQ+ e il loro desiderio di rappresentazione.

Quindi volevo che finalmente qualcunə potesse sentirsi davvero rappresentatə.

Fabiola: A me attira il tema della sessualità, per cui ho subito apprezzato la Call di Attaccapanni Press poiché mi piace proprio visivamente trattare di corpi immaginandoli nudi, senza vestirli mai. Ecco perché, graficamente parlando, “tolgo dei livelli”.

Perché sentirsi bene col proprio corpo, sperimentare, scoprirlo, è sempre molto catartico.
Questi pensieri uniscono la nostra realtà alla vostra.
Col nostro lavoro togliamo livelli per essere più veri.
Togliamo gli abiti per non coprire il corpo.
Per non coprire l’anima.

Cosa vorreste, quindi, trasmettere alle persone che vi leggono e che vi leggeranno?

Fabiola: Personalmente, trasparenza. Come disegnatrice penso di aver messo, in questa storia, una mia porzione di verità e attraverso la gestualità dei personaggi che spero si riconosca nei personaggi e grazie a Margherita, che mi ha aiutato a tirare fuori, abbiamo creato una bella sinergia.

Margherita: Sono d’accordo con Fabiola: la trasparenza è un aspetto che apprezzo della nostra storia e che abbiamo deciso di dimostrare, poiché a un certo punto i personaggi parlano liberamente di quello che a loro piace. Infatti la storia è immediata nella sua semplicità divenendo  catartica e spero che il lettore provi ciò che provo io, pensando: «Finalmente le cose vanno come devono andare. Come erano state promesse all’inizio!».
E mi è realmente piaciuta l’idea che i personaggi parlassero liberamente di ciò che a loro piace senza vergognarsi, senza giudicarsi, sentendosi tranquilli e al loro agio. Dico “parlare” e non “mostrare” perché per quanto il fumetto sia un media visivo noi abbiamo proprio scelto di farli conversare. A livello intellettuale trovo un piacere ludico nell’essere libera di parlare di sessualità o di esperienze. 
All’inizio della storia c’è un po’ di timidezza, di imbarazzo, ma poi loro si sentono a proprio agio e tutto diventa naturale. Tra l’altro, è la cifra stilistica, in generale, di Attaccapanni Press e di Melagrana in particolare, ovvero:

essere allusivi, non essere volgari, preferendo le atmosfere… E noi abbiamo cercato di essere, per quanto possibile, eleganti.

Tu pensi che sia difficile, al giorno d’oggi, parlare liberamente di sessualità e menage à trois oppure no?

Margherita: In generale penso che in alcune circostanze possa essere molto difficile. Ma, nel contesto in cui vivo io, personalmente, non trovo particolare resistenza quando parlo di questi argomenti soprattutto tra i miei coetanei. Però, mi rendo conto di essere una persona che ha un certo privilegio. Per cui, sicuramente è importante che vengano pubblicati lavori come Melagrana e altri progetti di Attaccapanni Press perché sono molto delicati e danno molta attenzione alla tematica Queer, femminista, delle pari opportunità, dei diritti umani.

In verità, non so se sia facile parlarne nel quotidiano ma credo sia difficile parlarne nei media senza che ci sia quell’ipocrisia di fondo o senza che il messaggio sia molto esplicito, infatti molto spesso il personaggio femminile o femminista, nonostante i buoni intenti, si comporta in maniera aggressiva e non riesce a essere gentili. Temo che qualcuno pensi che per parlare di femminismo bisogna essere aggressivi e che si debba fare un personaggio femminile che ne ricordi uno maschile o che le cose si debbano urlare.

Può essere utile, ma io preferisco parlare di ciò con tranquillità, che è quello che fanno Ariel Vittori e Laura Guglielmo attraverso Attaccapanni Press. Infatti mi sento in sintonia con la loro linea editoriale e le stimo tantissimo.

Questo vi ha reso ancora di più delle Voci, poiché avete condiviso il vostro pensiero attraverso i personaggi, dando importanza alla parola”, al fine di mettere in luce il bisogno di condurre lə lettorə in una realtà dove è possibile avere una conversazione piacevole, senza tabù, né limitazioni o pregiudizi, lasciando fluire la libertà nell’immaginazione e nel desiderio, dimostrando, in sinergia con altr3 autor3 che hanno accolto la grande responsabilità trasmessa dal lavoro di Attaccanni Press, a rendere l’erotismo espressione e libertà.

Margherita: Sì, Attaccapanni Press ha in un certo senso questa responsabilità addosso in quanto etichetta editoriale indipendente è un’alternativa all’editoriale tradizionale. Credo quindi che come realtà sia indispensabile e così le etichette analoghe che stanno nascendo.

Fabiola: Sono d’accordo con Margherita, soprattutto sullo spargere semi senza fare troppo rumore. Penso abbia una grande valenza distribuire con molta tranquillità questi messaggi e non necessariamente con forza, facendoli sembrare stranieri, lontani. Trovo che con la delicatezza ci si possa approcciare meglio, far sentir propri certi valori.

Perfettamente daccordo. Come ben sapete, noi, attraverso la nostra realtà, affrontiamo tematiche sociali, accettazione del corpo e del sé e non solo, per cui vi capiamo. Come voi, sono e siamo dell’opinione che la libertà non va urlata ma va assaporata, con i giusti tempi, con la forza e la volontà, per quanto capisca il peso della delusione e del sentirsi sol3, bisogna andare insieme oltre ogni imposizione o aggressività perché:

La delicatezza, senza rabbia, fa rumore. 

Ecco perché la nostra delicatezza la rivediamo in voi e nel vostro operato.

Margherita: Io non voglio condannare gli approcci diversi dal mio perché sicuramente è utili per persone con un vissuto diverso. Personalmente però non voglio che lottare per le cose che io reputo giuste mi cambi; l’essere delicate e tranquille non significa che non possiamo essere energiche. L’aggressività, in questi sensi, non è una cosa mia e non voglio che necessariamente lo diventi. Non voglio diventare come non sono per la lotta per la parità.

Grazie ragazz3 , è stato molto bello confrontarci. Grazie per essere Anime pure che vogliono far del bene.
Noi siamo il seme di ciò che abbiamo vissuto e viviamo, però bisogna capire che la rabbia se non viene plasmata in modo propositivo per se stess3 e lə prossimə non porta a nulla. Far violenza su violenza dona solo altro dolore.

L’atto di coraggio non è puntare la pistola, ma donare un fiore.
La gentilezza, la delicatezza, il far del bene è la risposta a tutto.

Margherita & Fabiola: Grazie a voi!

Ecco a voi la Libertà di quest3 giovani artist3, comunicata attraverso i loro lavori plasmandola e donando la possibilità, a chi le legge e guarda, di poter non solo ambire a essa ma carpirla, assaporarla.
La loro è una grande responsabilità, ma possiamo dire che con la loro storia stiano riuscendo a portarla in alto.

Brav3!


Scritto da: Luanne Alare (Luana Cotena)
 e Pamela Tomarchio

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