Un Canto Libero, per chi Voce non ha, anche al Festival di Sanremo.

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Marco Mengoni canta:

“Siamo i soli svegli in tutto l’universo
A gridare un po’ di rabbia sopra un tetto
Che nessuno si sente così
Che nessuno li guarda più i film
I fiori nella tua camera
La mia maglia metallica. Siamo un libro sul pavimento in una casa vuota che sembra la nostra
Persi tra le persone, quante parole senza mai una risposta”.

Tante parole e poche risposte, ma tanti commenti dove in realtà non tutt3, sia sui social che oltre lo schermo, sono realmente predisposti ad ascoltare la nostra Essenza.

Ma perché accade ciò?

Perché esistono il bullismo e il cyberbullismo che sono, purtroppo un po’ da sempre, tristi compagni di cammino di molt3 e nessuno è immune a ciò.

RayNews.it, conferenza stampa Sanremo 2024, Alessandra Amoroso legge cosa le hanno scritto gli haters

I casi sono molteplici e, da come ho e abbiamo potuto denotare dal sito ufficiale del Ministero della Salute, dalla più tenera età all’età più adulta, tutt3 noi siamo o eravamo vittime dell’odio e pensate, solo in Italia, è stato registrato un aumento critico nel 2022 del 91% mentre nel 2023 sono aumentati i casi di sextortion (ricatto ed estorsione online di materiale sessualmente esplicito) che equivalgono a 136 casi registrati dalla Polizia Postale.
In Italia, inoltre, secondo i dati ISTAT, più del 50% dell3 student3 tra gli 11 e i 17 anni subisce forme di bullismo e il 20% dell3 ragazz3 dagli 11 anni in su è vittima di cyberbullismo, ovvero un comportamento aggressivo applicato per mezzo dei dispositivi elettronici e dei social media – ma non solo l3 adolescent3: pensate che proprio in questi giorni, Alessandra Amoroso in occasione della conferenza stampa del Festival di Sanremo ha ammesso di aver messo in pausa la sua carriera a causa di offese e odio smisurato alimentato nei suoi confronti sui social, leggendo i commenti degli haters per sensibilizzare sul cyberbullismo e per esorcizzare il suo dolore.

Parl(iam)o quindi di Ombre che rendono la realtà odierna invivibile – poiché si è quotidianamente espost3 all’aggressività e alla rabbia (nata da gelosia, invidia o da impulsi incontrollabili) di una o più persone che hanno l’obiettivo non di costruire ma di distruggere con atti intimidatori e violenza – un luogo in cui regna la disillusione, poiché si smette di credere e avere fiducia verso lǝ prossimǝ, modellando una realtà individualista dove non vi esiste Empatia ma soprattutto non vi è valorizzazione dell’Essere.

Potremmo dire che molto spesso gli atti di violenza sono sminuiti con frasi che alleggeriscono gesta imperdonabili, infatti le testimonianze che mi sono state da Voi donate mettono in luce esperienze legate all’adolescenza ma anche all’età adulta (se pensiamo a quando si parla di fisicità, orientamento sessuale, multiculturalità, politica…) dove le azioni e le parole sono state molto spesso sottovalutate con frasi come «È stata una bravata da ragazz3» o «È piccolǝ, non capisce» o, ancora, «Fatti una risata».

Bisogna quindi donare Valore alla persona, alle sue fragilità e averne cura, ma soprattutto, iniziare a carpire che non si è mai troppo piccol3 per comprendere il suo peso.
E non si è mai troppo grandi per affrontare la valenza di un fenomeno così significativo che, al giorno d’oggi, si ramifica mettendo in luce l’Odio.

Le parole hanno una forza immensa e possiamo maneggiarle per diffondere Amore e portare Luce nelle vite di chi ha conosciuto l’oscurità del bullismo e del cyberbullismo.

Ed ecco che, in questa giornata dedicata alla lotta contro questi cupi fenomeni che si insinuano nelle nostre relazioni e nelle nostre vite, una Voce riesce a elevarsi per fronteggiarli e donare speranza: quella della musica, che prima di essere tale è Voce di Anime, un potente mezzo capace di parlare al cuore e guarire ferite.
Il Festival di Sanremo che si svolge proprio in questi giorni, non è solo uno degli eventi musicali più importanti in Italia ma è anche uno spazio d’ascolto, un palcoscenico per esplorare le sfide e le sofferenze che affliggono la nostra società,  facendo rumore in questa battaglia spesso silenziosa che è però un impegno collettivo: ogni canzone diventa allora un canale di disfacimento e di guarigione poiché quando l3 artist3 si esibiscono i loro brani divengono momento di condivisione e rifugio per se stess3 e per lǝ prossimǝ, per chi cerca comprensione e conforto, per chi ha bisogno di trovare le parole, ricordandoci cosa è davvero importante attraverso storie di vita vera.

Ecco perché vogli(am)o condividere con Voi la storia di Marianna Mammone, conosciuta come Big Mama, che proprio ieri sera si è emozionata sul palco facendo commuovere anche me e noi.

Rai News, Le parole di “La rabbia non ti basta” di Big Mama Ph: Ansa

Il mio cognome è Mammone e quindi Big Mama è la peggiore traduzione che potessi fare. Mi divertiva il fatto di aggiungere Big perché sono sempre stata grande, non solo di fisico ma di tante altre cose. Mama invece richiama sia il mio nome, Marianna, che il mio cognome, Mammone. Niente ricerca ma solo vita vera.

Marianna è Grande davvero e lo ha dimostrato ieri e nei giorni precedenti raccontando di sé, del suo percorso, di quando da piccola veniva additata di insulti così tante volte da autoconvincersi di essere e meritare quelle parole irreali: La rabbia non ti basta è infatti una dedica alla lei bambina, un modo di donarsi il giusto amore e il rispetto che merita; è un monito, perché adesso lei sa che lei può tutto, ci crede davvero.
Dopo aver subito bullismo, bodyshaming e violenze e scoperto di dover affrontare una situazione medica delicata ha capito che la maniera giusta di vivere (bene) non è la rabbia bensì il modellare il negativo in positivo e perdonarsi, farsi esempio, puntare all’Oltre:

Lo dico a chi si è sentita esclusa, come me: le energie negative si possono trasformare.
Ho capito che sono bella come sono, se sei la prima a non amarti gli altri non ti ameranno.

Con la sua canzone dal messaggio potente quindi, Marianna decide di affrontare i suoi demoni e ballarci sopra, far nascere un fiore splendido dal letame della disumanità: il canto della sua Libertà.
Ed ecco quindi che ogni parola, ogni nota, diventa un passo verso un futuro in cui il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di violenza si modellano in forza e rinascita.

Ringrazi(am)o allora Marianna, Big Mama, per essere Voce di Libertà, supporto che conforta, esempio che ispira.

Bisogna agire, carpire la violenza comportamentale e direzionare alla comprensione delle proprie azioni.
Se non si sviluppa Empatia, se non si comprende il perché unǝ bullǝ divenga tale, non possiamo costruire una realtà migliore da quel che stiamo vivendo.
Vi esistono miriadi motivazioni per cui una persona decide di lenire la vita altrui e lo abbiamo compreso grazie alla testimonianza di Big Mama e di tutte le persone che mi hanno donato la propria storia ma per aiutarci e aiutare l3 vittim3 bisogna carpire l’aggressività, modellarla e intervenire.

In realtà, anche dinanzi a dei commenti negativi, a delle risposte sgarbate, io e noi mi e ci domand(iam)o sempre il perché di tali atteggiamenti e ammett(iam)o che dinanzi alla violenza (fisica e verbale) la mia e nostra risposta è sempre la fiducia.
Dicono che la troppa fiducia sia errata, così come la sfiducia, ma perché non iniziamo a donarci degli obiettivi, dei punti di partenza da affrontare al fine di cambiare realmente la realtà?

Abbiamo compreso che il mondo non è un luogo sempre accogliente, che le fantasie utopistiche ci conducono al cosiddetto “troppo” ma possiamo estrarre quel che ci permette, attraverso le nostre azioni, di influire con i nostri comportamenti sulla società.
Ciò che è oggettivo è che la violenza ha un nome ma molteplici sfumature e forme differenti che conducono a un unico finale: la sofferenza.
Ma in un mondo dove vigono la guerra tra Paesi, la violenza nelle città e l’aggressività sui social, dobbiamo ancora Sperare.
Non dobbiamo darla vinta.
Ragion per cui, indossiamo la nostra Maglia metallica, frutto e simbolo della nostra Unione e lottiamo.

Possiamo ancora farlo.
Possiamo sempre farlo con la nostra Voce e le nostre Gesta, al fine di far sfumare l’amaro profumo della violenza per lasciar spazio al magnifico e inebriante odore degli Iris.

 

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